“L’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro”, è una frase che si muove tra certezza e paura, spesso l’una si nutre dell’altra e viceversa. È nella natura dell’essere umano vivere indicando un colpevole, del resto. Senza accorgercene abbiamo visto arrivare la nuova grande svolta della contemporaneità, il capoverso dell’ambizioso capitolo scritto da media e tecnologia negli ultimi vent’anni, da YouTube in poi. L’abbiamo vista arrivare sin dagli albori del web 2.0, quando interrogavamo, con fare talvolta sprezzante, la povera Doretta di Windows Messenger, quando ci siamo affidati alle amorevoli cure di Alexa e Siri.

L’abbiamo vista arrivare, ce ne serviamo, eppure da qualche parte ancora coviamo qualche risentimento, quasi nel timore di una guerra tra macchine e umani, uno scenario da Blade Runner che sembra bussare alle nostre porte quasi come una minaccia. L’abbiamo vista arrivare, ma non l’abbiamo mai guardata sul serio, fino a oggi. E guardare, si sa, è impegnativo: andare oltre la superficie, oltre la minaccia e la caccia alle streghe è uno sforzo intellettivo messo troppo facilmente nell’angolo.

Come per i social media, i film sulla camorra e la musica trap, anche per l’Intelligenza Artificiale il discorso resta invariato: è il come a essere la chiave di tutto. È il modo a determinare danni, benefici, conseguenze più o meno catastrofiche per la salute mentale, o salvifiche per le sorti di aziende e professioni. È come la si usa a far sì che possa funzionare nel modo che il buonsenso può suggerirci come giusto, secondo quelle regole universali che prescindono dal credo politico o religioso. E tutto questo, di artificiale, non ha nulla.

Anche l’Intelligenza Artificiale è un’invenzione della mente umana, la macchina che, nel bene, nel male, nella mediocrità e nelle grandi imprese, nulla potrà superare. La vera sfida, oggi, è restare e sentirsi umani, il resto è solo un mezzo per riuscirci.

© 2025 Essere Artificiali. Tutti i diritti riservati | Il libro "Essere Artificiali" è edito da libreriauniversitaria.it Edizioni

Privacy Preference Center